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domenica 27 marzo 2022

Quarta Settimana di Quaresima

 " Gesù disse: un uomo aveva due figli. Il più giovanedisse: padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta.....e dopo partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze.....Quando ebbe speso tutto....si incamminò verso la casa paterna......Il padre appena lo vide, gli corse incontro, lo abbracciò....e lo baciò" ( dal vangelo della Quarta Domenica di Quaresima - Lc 15,1-32)


Messaggio: Gesù racconta la parabola del padre misericordioso per coloro che si scandalizzano di Dio che perdona sempre i peccatori, rappresentati dal figlio prodigo, il quale dopo aver sperperato tutta la sua eredità non solo è dal padre perdonato e accolto a braccia aperte come figlio, ma addirittura è festeggiato con un banchetto. Questa parabola parla quindi di Dio che perdona anche i peccatori impenitenti. Non sappiamo se il figlio minore, una volta perdonato e riaccolto dal padre, sia poi rimasto per sempre nella casa paterna e abbia compreso l’amore misericordioso del padre o se invece abbia poco a poco messo da parte un gruzzoletto di denaro e poi se ne sia andato via un’altra volta. Quello che però sappiamo è che Dio perdona sempre anche i peccatori e persino coloro che non si rendono meritevoli del suo amore.




domenica 20 marzo 2022

Terza Settimana di Quaresima

“Gesù diceva questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: «Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?». Ma quello gli rispose: «Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire …”.

(dal vangelo della Terza domenica di Quaresima - Lc 13,1-9)” 


 

Messaggio: Gesù racconta questa parabola per coloro che vedono le disgrazie, le tragedie, la malattia, la morte di una persona cara … come un castigo di Dio. Mentre la figura del padrone rappresenta l’immagine che tanti hanno di Dio come un giustiziere che elimina e castiga i peccatori al grido “taglialo”, al contrario la figura del contadino è l’immagine autentica di Dio che, come un padre paziente e misericordioso, dice “aspetta”. Gesù chiarisce che Dio non comunica mai dolore, sofferenza, morte, ma sempre vita. Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva (Ez 18,23; 33,11)”. Dio non è un giudice giusto che punisce e castiga i peccatori. Per questo la Quaresima è l’occasione per lasciare che il vignaiolo celeste zappi intorno noi e ci dia il suo concime (sacramenti) per dare quei frutti di bene che Egli sia aspetta da noi.




domenica 13 marzo 2022

Seconda Settimana di Quaresima

 

“Gesù salì sul monte e mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e splendente …”. (dal vangelo della Seconda Domenica di Quaresima - Lc 9,28b-36)

 

Messaggio: nella seconda settimana di Quaresima la liturgia ci propone l’episodio della trasfigurazione di Gesù e il racconto evangelico dice che Gesù si trasfigurò, cioè mostrò ai discepoli la sua condizione divina, di essere Figlio di Dio. Non dimentichiamo che siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio, vale a dire, nella nostra vita siamo chiamati a riflettere l’immagine di Dio Padre, nella nostra bontà la sua bontà più grande, nella nostra carità il suo amore più grande, nel nostro perdono la sua misericordia più grande, nel nostro volto sorridente e luminoso la luce folgorante di Dio. Per questo di una persona buona, che fa sempre del bene a tutti, diciamo: “è una persona splendida!”. Il vangelo di questa settimana ci esorta dunque ad essere delle persone splendide che riflettono la bontà e l’amore del Padre celeste.



domenica 6 marzo 2022

Prima Settimana di Quaresima

 

“Gesù … era guidato dallo Spirito Santo nel deserto e per quaranta giorni fu tentato dal diavolo …”. (dal vangelo della Prima Domenica di Quaresima - Lc 4,1-13)

 

Messaggio: in Quaresima la liturgia ci propone ogni anno il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto. Il diavolo cerca di convincere Gesù ad usare i suoi poteri di Figlio di Dio (se Tu sei Figlio di Dio fa che …) a proprio vantaggio. Ma Gesù si rifiuta e  in tutta la sua vita non userà mai le sue forze, le sue energie e le sue capacità per il proprio bene, ma sempre per il bene degli altri, mai per il proprio interesse, ma sempre per il benessere di tutti. Dio è Amore ed essere figlio di Dio significa mettere sempre tutto se stesso al servizio del bene comune. Invece, il diavolo è potere, egoismo e dominio. Lui pensa solo a se stesso. Mi comporto come figlio del diavolo ogni qualvolta che agisco solo per i miei interessi e non per il bene degli altri.



martedì 1 marzo 2022

Mercoledi delle Ceneri


“Quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te … perché la tua elemosina resti nel segreto … Quando preghi non essere come gli ipocriti che amano farsi ammirare dalla gente … ma prega nel segreto … Quando digiuni non diventare malinconico … per far vedere agli altri che digiuni … e così … il Padre tuo che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

(dal vangelo del Mercoledì delle Ceneri - Mt 6,1-6.16-18)”.

 

Messaggio: per preparaci alla Pasqua in Quaresima siamo chiamati a intensificare la carità, la preghiera e il digiuno. Però Gesù al digiuno alimentare predilige il digiuno da pensieri e azioni malvagie, cioè l’astensione da tutto ciò che può ferire, far male e recare danno al prossimo come furti, omicidi, adulteri, cupidigie, inganno, imbroglio, truffa, calunnia, ingiustizia, disonestà, offesa, avidità, sospetto, diffamazione, disprezzo, superbia, arroganza, bullismo, violenza verbale e fisica, stoltezza …

giovedì 10 febbraio 2022

XXX Giornata Mondiale del Malato

 SIATE MISERICORDIOSI COME IL PADRE VOSTRO E’ MISERICORDIOSO


Sono già trascorsi trent’anni da che Papa Giovanni Paolo II ha istituito la Giornata Mondiale del Malato. Questa giornata fu istituita per sensibilizzare cristiani,società civile ed istituzioni verso i sofferenti e di chi se ne prende cura. Mai come quest’anno (unitamente a quello passato) questa giornata rappresenta un momento di riflessione profonda su chi siano i malati, sul ruolo fondamentale che ricoprono nella nostra società e sull’importanza di chi li assiste quotidianamente.

Nella lettera di presentazionePapa Francesco parte dalla figura misericordiosa di Dio (Padre e Madre insieme) rappresentata tangibilmente dal Figlio Gesù (curatore e sanificatore dell’uomo) per arrivare ad affermare l’opera missionaria principale degli Apostoli che è, appunto, evangelizzare e curare gli infermi. Nella malattia il dolore isola(e non solo il dolore, ma la malattia stessa, come lo stiamo vivendo in questa pandemia) e accresce il senso di angoscia, la tristezza e la solitudine. Avere accanto nella sofferenza se non i propri cari dei testimoni di Cristo Misericordioso diventa molto importante e, certo, dà consolazione.

E questo compito riguarda anche gli operatori sanitari e, di conseguenza, l’esercizio della loro che, non può considerarsi un semplice “mestiere”, ma che assume in questa dimensione il valore di una missione esercitata con competenze professionali elevate, come elevata è la responsabilità nel suo esplicarsi.

“Cari operatori sanitari – dice il Papa- il vostro servizio accanto ai malati, svolto con amore e competenza, trascende i limiti della professione per diventare una missione.  Le vostre mani che toccano la carne sofferente di Cristo possono essere segno delle mani misericordiose del Padre. Siate consapevoli della grande dignità della vostra professione, come pure della responsabilità  che essa comporta”. E continua dicendo “Il malato è sempre più importante della sua malattia per questo ogni approccio terapeutico non può prescindere dall’ascolto del paziente…”  ed ancora “Per questo auspico che i percorsi formativi degli operatori della salute siano capaci di abilitare all’ascolto e alla dimensione relazionale”. Parole importanti che, oltre a sottolineare lo spessore e la grande considerazione della nostra figura, ridimensiona il suo profilo (per anni a noi “imposto” di mera professione senza sfumature di “missionarietà”), sia fatto di competenze tecniche che di “cuore”, a prescindere da qualsiasi dimensione religiosa.

In questi tempi di pandemia, dove la stanchezza, lo scoraggiamento, il dolore ed a volte anche la rabbia prendono il sopravvento, forse sarebbe di aiuto rileggere tra le righe di questa lettera di Papa Francesco un segno di speranza e di incoraggiamento ad andare sempre avanti con grande senso di responsabilità e soprattutto, di umanità perché, al di là di tutto, ciò che ci muove è sempre il bene dell’altro, la sua serenità, il superare il suo ed il nostro senso di sofferenza.

E ben venga, allora, la Giornata Mondiale del Malato a ricordare e a ricordarci il grande privilegio e la grande responsabilità che abbiamo nel fare ciò che facciamo ed in cui crediamo profondamente. 

Carmen



Preghiera per la XXX Giornata Mondiale del Malato

 

Padre misericordioso, fonte della vita,

custode della dignità di ogni persona,

ricolmaci della tua misericordia

e fa’ che, camminando insieme, possiamo testimoniare

la tua predilezione per chi è rifiutato, sofferente e solo.

Sostieni sempre medici, infermieri,

sanitari e tutti i curanti.

 

Signore Gesù, umiliato e crocifisso,

custode dell’umana sofferenza,

insegnaci a servire e amare ogni fratello e sorella.

Tu che hai sperimentato il dolore e l’abbandono,

accompagna tutti i malati

e sofferenti nel corpo e nello spirito

e insegnaci a scoprire il tuo volto in ognuno di loro.

 

Spirito Santo, nostro paraclito,

custode dell’umanità bisognosa di cura e di amore,

soccorri la nostra debolezza e vulnerabilità,

accogli le nostre quotidiane fatiche e sofferenze,

donaci la speranza dell’incontro beato per l’eternità.

 

Maria, testimone del dolore presso la croce,

prega per noi


sabato 25 dicembre 2021

Buon Natale

 





E’ natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.

 E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società. 

E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.

 E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.                                                             (Santa M. Teresa di Calcutta)


Il Natale non è ricevere è soprattutto dare…. questo è il regalo più bello che possiamo fare. Dare la nostra vita, la nostra compassione per chi soffre, il nostro tempo a chi è solo, il nostro sorriso a chi è triste….il nostro amore.  Che il nostro donare sia totale e autentico, senza calcoli, pesi o misure; lasciamo navigare i nostri pensieri, sentimenti ed azioni nel grande mare della bontà. AUGURI

I Cappellani e Consiglio Pastorale Ospedaliero


mercoledì 27 ottobre 2021

BASTA SOLO UN MINUTO

 con novembre nella cappella dell'ospedale Sant'Anna avrà inizio un momento di adorazione continua.........basta anche solo un minuto.....un saluto.......sei il benvenuto...

 


Che cosa vuol dire allora adorare Dio? Significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte. Ognuno di noi, nella propria vita, in modo consapevole e forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle cose ritenute più o meno importanti. Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare, credere, non però semplicemente a parole, che Lui solo guida veramente la nostra vita; adorare il Signore vuol dire che siamo convinti davanti a Lui che è il solo Dio, il Dio della nostra vita, il Dio della nostra storia. ( Omelia Papa Francesco, Basilica San Paolo fuori le Mura)

sabato 2 ottobre 2021

Ottobre Missionario

L'occhio del re

 Tutti e quattro i vangeli ci parlano di Gesù che mandò i dodici apostoli in missione, ad annunciare la buona novella, la novità del suo messaggio. In particolare l’evangelista Luca nel suo scritto parla anche dell’invio di 72 discepoli (Lc 10,1-12). Perché 72? Perché in quel tempo si credeva che tutti i popoli sulla terra fossero 72. Questo significa che: 1) la missione è impegno di tutti, di tutti i credenti, di ogni battezzato, non solo dei preti, dei frati e delle suore, ma anche dei laici 2) inoltre nessuno è escluso dall’annuncio del dono della salvezza, Dio non esclude nessuno dal suo amore, la salvezza è per ogni uomo indipendentemente dalla razza, nazionalità, lingua, popolo, religione, orientamento sessuale …

Ci racconta ancora l’evangelista Luca che i settantadue discepoli tornarono dalla missione entusiasti, contenti e pieni di gioia dicendo: “Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome (Lc 10,17)”. Al ché Gesù rispose: “Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore (Lc 10,18)”. Cosa vuole dire Gesù con queste parole enigmatiche e misteriose? Ebbene il giudaismo aveva ereditato dall’impero persiano la visione del cielo. Nell’impero persiano c’era una figura importantissima che era il braccio destro dell’imperatore ed era un ministro chiamato “l’occhio del re”. Il suo compito era quello di sorvegliare tutte le persone che nell’impero rivestivano un ruolo di governo e facevano le veci dell’imperatore. Erano ministri, ufficiali, governatori, diplomatici, ambasciatori, vari funzionari … L’occhio del re aveva spie in tutto l’impero e riferiva quindi all’imperatore se un suo ministro stava facendo gli interessi dell’imperatore e se  si comportava onestamente o meno. Era molto temuto perché bastava una sua parola e l’imperatore condannava a morte chi, secondo quanto gli veniva riferito, non si era comportato secondo i suoi ordini. Era facile vedere volare teste. Se questo ministro, per esempio, riferiva all’imperatore: “guarda che il governatore della Cappadocia ha aumentato le tasse, ma sta mettendo da parte per sé i soldi che i suoi funzionari riscuotono, invece di versarli nelle casse dell’impero …”. Questo tale veniva trascinato davanti all’imperatore, accusato, privato dei suoi beni, condannato a morte con tutta la sua famiglia e sostituito con un altro ministro più onesto. Quindi questo ministro “l’occhio del re” aveva un grande potere ed era molto temuto. Questa immagine è stata applicata dal giudaismo alla corte celeste. Satana è un funzionario della corte celeste, è precisamente “l’occhio di Dio”, non è un nemico di Dio, ma cura gli interessi del Signore, scende sulla terra spia gli uomini e poi riferisce a Dio. È incaricato di accusare chi non si comporta secondo le leggi del Signore perché sia quindi castigato da Dio. Basta leggere il libro di Giobbe, dove Dio riceve i suoi figlioli e fra questi c’è anche il Satana il cui compito è quello di  fare la spia e sorvegliare  gli uomini, e poi accusarli presso Dio per poi infliggere loro la pena per i loro peccati. Il libro di Giobbe inizia precisamente raccontando che il Satana (l’occhio di Dio) è a colloquio con Dio il quale, semplificando, dice a Satana: “hai visto il mio servo Giobbe? È un uomo giusto, pio, devoto … Ma il Satana gli controbatte: “certamente è molto devoto perché gli hai dato tutto, moglie, figli, figlie, servi, case, campi, greggi, armenti, proprietà, ricchezze …, ma se non avesse tutto questo, sicuramente anziché pregare e benedirti, ti maledirebbe”. Dio gli rispose: “Sono sicuro che Giobbe mi ama al di là di tutto quello che ha ricevuto”. Ma il Satana insiste: “Io invece sono convinto del contrario. Lascia che lo privi dei suoi beni e poi vedrai se quest’uomo ti rimarrà fedele. Scommettiamo che ho ragione?”. Dio gli permise allora di mettere alla prova il suo servo Giobbe: “fai pure quello che vuoi. Ma non privare Giobbe della sua vita”. Fu così che incominciarono le disgrazie per Giobbe il quale in un solo giorno perse tutto, figli, figlie, greggi, armenti, ricchezze, case, campi, proprietà …. La conclusione del dramma di Giobbe è che alla fine Dio dirà al Satana: “Hai visto che avevo ragione? Giobbe non mi ha maledetto. È rimasto fedele, non ha perso la sua fede”. E poi il Signore solleverà Giobbe dalla miseria e dalla povertà restituendogli quello che aveva perso. Quindi cosa vuole dirci Gesù con queste parole: “Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore (Lc 10,18)?”. Con l’annunzio dei Settantadue discepoli, la Buona Notizia ha avuto successo. La gente ha compreso che nessuno è escluso dalla salvezza e dall’amore di Dio. Quindi ora non c’è più bisogno dell’occhio del re perché Dio non castiga più nessuno. La Buona Notizia è che Dio non è buono, ma è esclusivamente buono. Infatti, il Dio di Gesù non è il Dio della religione che premia i buoni e castiga i malvagi, ma a tutti comunica amore. È il Padre misericordioso che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi, manda la pioggia ai giusti e agli ingiusti. Per questo motivo il ruolo dell’occhio di Dio, di Satana è finito. È inutile che lui vada ad accusare davanti a Dio coloro che si sono comportati male perché la buona notizia è che Dio non castiga più nessuno, ma comunica amore a tutti persino agli ingrati e malvagi. Per questa ragione Satana viene cacciato dal cielo, il suo ruolo è terminato. Nell’Apocalisse a proposito di questo, si legge: “E’ stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte (Ap 12,10)”. Ecco perciò perché Gesù con gioia afferma: “vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore”. Il fatto che Dio non è un giustiziere, ma un padre misericordioso, ci impegna oggi a portare questo buona novella ad ogni popolo della terra. Da qui nasce la vocazione missionaria della chiesa. E come sappiamo ottobre è il mese missionario che ci ricorda la nostra comune vocazione a far conoscere la novità del messaggio di Gesù. E in occasione del mese missionario la cappellania dell’ospedale Sant’Anna devolverà tutte le offerte del mese per aiutare l’ospedale St. Camille di Port au Prince ad Haiti, il paese più povero dell’America crudelmente colpito, come sappiamo, da un terribile terremoto (aveva già subito un altro terremoto dieci anni fa’ nel 2011 con migliaia di vittime) e quindi bisognoso di materiale sanitario per assistere e curare i numerosi feriti e aiutare la popolazione duramente provata dalla miseria, dalla povertà e in grande difficoltà.  

                                                                                     p. Fabio Giudici

venerdì 1 ottobre 2021

Ottobre Missionario

 “Testimoni e profeti”.

 

E’ questo lo slogan ideato dalla Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie per la Giornata Missionaria Mondiale  2021 che si celebrerà Domenica 24 Ottobre 2021.
 Ogni anno questo appuntamento vuole alimentare la fraternità universale della Chiesa, ossia la comunione con tutte le Comunità Cristiane sparse nel mondo, oltre all’impegno di solidarietà con le Chiese di più recente formazione, con quelle che vivono nei paesi più poveri e con quelle che soffrono persecuzione.
Inoltre, dal punto di vista pastorale, il “mese missionario” diventa l’occasione per aiutare le nostre comunità cristiane e i tutti i credenti ad alimentare la propria “missione” nella Chiesa e nel mondo.

Il tema che viene proposto per l’ottobre missionario di quest’anno viene a completare un percorso triennale di formazione missionaria che è stato pensato come sviluppo del Mese Missionario Straordinario voluto da Papa Francesco nel 2019. Infatti questa è la sequenza nei vari anni:

  • “Battezzati e inviati”: riscoprire la vocazione missionaria che è di tutti i battezzati (2019);
  • “Tessitori di Fraternità”: vivere il progetto di Gesù come discepoli che amano come Lui ha amato (2020);
  • “Testimoni e Profeti”: annunciare il Regno di Dio, che verrà e che è già germogliato in mezzo a noi (2021).

TESTIMONI E PROFETI: siamo chiamati a guardare questo tempo che viviamo e la realtà che ci circonda con occhi di fiducia e di speranza. Siamo certi che, anche nel mezzo della pandemia e delle crisi conseguenti che ci accompagneranno per molto tempo ancora, il Signore non ci ha mai abbandonato e continua ad accompagnarci. Il Regno di Dio non è solo una promessa per un futuro che sentiamo ancora troppo lontano. Il suo Regno è già inaugurato, è già presente: ne sappiamo leggere i segni e, da autentici missionari, lo facciamo conoscere perché sia una speranza rigeneratrice per tutti.

Papa Francesco, nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, ci esorta ad essere testimoni e profeti, con lo stesso coraggio di Pietro e Giovanni che, davanti ai capi del popolo e agli anziani, non hanno paura di dire: «Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Papa Francesco dice: “Nel contesto attuale c’è bisogno urgente di missionari di speranza che, unti dal Signore, siano capaci di ricordare profeticamente che nessuno si salva da solo. Come gli Apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: «Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20)”. E più avanti Papa Francesco aggiunge: “I primi cristiani, lungi dal cedere alla tentazione di chiudersi in un’élite, furono attratti dal Signore e dalla vita nuova che Egli offriva ad andare tra le genti e testimoniare quello che avevano visto e ascoltato: il Regno di Dio è vicino. Lo fecero con la generosità, la gratitudine e la nobiltà proprie di coloro che seminano sapendo che altri mangeranno il frutto del loro impegno e del loro sacrificio. Prendiamoci allora questo mese per far nostro l’invito di Papa Francesco ad essere testimoni e Profeti, a vivere con la nostra vita la bellezza di un incontro con il Cristo Risorto che ci invita ad essere portatori di speranza a tutti coloro che vivono situazioni di difficoltà, malattia e solitudine

 

giovedì 16 settembre 2021

Beatitudini per il Nostro Tempo

BEATI quelli che sanno ridere di se stessi:

non finiranno mai di divertirsi.

BEATI quelli che sanno distinguere un ciottolo da una montagna:

eviteranno tanti fastidi.

BEATI quelli che sanno ascoltare e tacere:

impareranno molte cose nuove.

BEATI quelli che sono attenti alle richieste degli altri:

saranno dispensatori di gioia.

BEATI sarete voi se saprete guardare con attenzione le cose piccole e serenamente quelle

importanti:

andrete lontano nella vita.

BEATI voi se saprete apprezzare un sorriso e dimenticare uno sgarbo:

il vostro cammino sarà sempre pieno di sole.

BEATI voi se saprete interpretare con benevolenza gli atteggiamenti degli altri anche contro le

apparenze:

sarete giudicati ingenui, ma questo è il prezzo dell'amore.

BEATI quelli che pensano prima di agire e che pregano prima di pensare:

eviteranno tante stupidaggini.

BEATI soprattutto voi che sapete riconoscere il Signore in tutti coloro che incontrate:

avete trovato la vera luce e la vera pace.

 

Anonimo


 

 

 

lunedì 31 maggio 2021

Mese Mariano con Papa Francesco

31 MAGGIO

Maria è modello di carità. In che modo Maria è per la Chiesa esempio vivente di amore? Pensiamo alla sua disponibilità nei confronti della parente Elisabetta. Visitandola, la Vergine Maria non le ha portato soltanto un aiuto materiale, anche questo, ma ha portato Gesù, che già viveva nel suo grembo. Portare Gesù in quella casa voleva dire portare la gioia, la gioia piena. Elisabetta e Zaccaria erano felici per la gravidanza che sembrava impossibile alla loro età, ma è la giovane Maria che porta loro la gioia piena, quella che viene da Gesù e dallo Spirito Santo e si esprime nella carità gratuita, nel condividere, nell’aiutarsi, nel comprendersi.
La Madonna vuole portare anche a noi, a noi tutti, il grande dono che è Gesù; e con Lui ci porta il suo amore, la sua pace, la sua gioia. Così la Chiesa: è come Maria. La Chiesa non è un negozio, la Chiesa non è un’agenzia umanitaria, la Chiesa non è una ong, la Chiesa è mandata a portare a tutti Cristo e il suo Vangelo. Questa è la Chiesa: non porta se stessa, se è piccola, se è grande, se è forte, se è debole, ma la Chiesa porta Gesù. E la Chiesa deve essere come Maria, quando è andata – lo abbiamo sentito nel Vangelo – quando è andata a fare la visita ad Elisabetta. Cosa portava Maria? Gesù! E la Chiesa porta Gesù. E questo è il centro della Chiesa, eh? Portare Gesù. Se – un’ipotesi – una volta succedesse che la Chiesa non porta Gesù, quella è una Chiesa morta. Capito? Deve portare Gesù? E deve portare la carità di Gesù, l’amore di Gesù, la forza di Gesù.

Breve silenzio - Ave Maria