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lunedì 26 agosto 2019

La Preziosità della Vita


C'era una volta un uomo che viveva in una grande metropoli. Ogni sera si recava allo stesso ristorante e si sedeva al medesimo tavolo. Si sentiva molto solo. Ma un giorno vide sul suo tavolo una bellissima rosa, e fu pervaso da una sensazione di gioia. E ogni giorno tornava, e durante il pasto rimirava quella rosa. A volte era triste, altre felice, altre ancora indifferente o irritato. Ma benché il suo stato d'animo mutasse e il tempo passasse, notò che la rosa era sempre la stessa. Com'era possibile? Non se ne capacitava.
Poi, con tanto riguardo, la toccò - non aveva mai osato farlo, prima - . Ma sentendo quant'erano rigidi i margini delle foglie, si rese conto che la rosa non era viva: era finta. Allora, infuriato, la strappò da quel vaso senz'acqua e la fece a pezzi. Poi pianse e si sentì più solo che mai.
Noi non siamo fatti per amare cose immortali. Solo ciò che è insostituibile, unico e mortale può toccare la nostra sensibilità umana più profonda ed esser fonte di speranza e consolazione. Dio divenne amabile solo quando divenne mortale. Egli divenne il nostro Salvatore perché la sua mortalità non fu fatale ma fu l'accesso alla speranza.
Abbiamo visto molti andarsene. Migliaia se ne vanno ogni giorno: grandi personaggi, cari amici e innumerevoli altri, sconosciuti ma parte delle nostre vite. Noi li abbiamo amati proprio perché erano insostituibili, perché erano mortali. Forse, alla luce del commiato di Cristo possiamo iniziare a capire che anche quei giorni possono essere giorni di speranza, che aprono la strada allo Spirito, perché venga, apra le porte sprangate delle nostre paure e ci conduca alla piena libertà e verità. E alla gratitudine. Il protagonista e narratore del romanzo Il mio nome è Asher Lev scopre qualcosa di simile. Sin da piccolo aveva amato disegnare e dipingere.
E disegnai anche il modo in cui mio padre una volta aveva guardato un uccellino che giaceva su un fianco contro il cordolo del marciapiede, vicino a casa nostra. Era Shabbos (la festività ebraica del Sabato) stavamo tornando dalla sinagoga.
- «E' morto, papà?», avevo sei anni, e mi mancava il coraggio di guardarlo.
- «Sì», lo sentii dire triste e assorto.
- «Perché è morto?»
- «Tutto ciò che vive deve morire».
- «Tutto?».
- «Sì».
- «Anche tu, papà? E la mamma?»
- «Sì».
- «E io?».
- «Sì, disse. E poi soggiunse [...]: «Ma possa essere solo al termine di una vita lunga e piena, Asher caro».
Non riuscivo a farmene una ragione. Mi imposi di guardare l'uccellino. Dunque, tutto ciò che vive un giorno sarebbe stato immobile come quella bestiola?
- «Perché?» domandai.
- «E' così che il Ribbono Shel Olom (Signore dell'Universo) ha creato il Suo mondo, Asher».
- «Perché?».
- «Così la vita sarebbe stata preziosa, Asher. Qualcosa che è tuo per sempre non è mai prezioso».
(da "Muta il mio Dolore in Danza" di Henri Nouwen - Edizioni S. Paolo)


lunedì 1 aprile 2019

L'Inguaribile Voglia di Vivere


«Da quattro anni sono malato di Sla... Nonostante sia costretto sulla sedia a rotelle, possa solo muovere due dita della mano destra, sia alimentato artificialmente... apprezzo sempre di più quanto sia bello vivere... con dignità e buona qualità di vita e sentirmi ancora utile, prima di tutto a me stesso, ma anche agli altri... Ho potuto costatare che, a livello politico e mediatico, chi vuole morire fa notizia, mentre non fa notizia chi - magari trovandosi in identiche o anche peggiori condizioni - viene volutamente trascurato. Ma queste delusioni non mi abbattono. Hanno invece rafforzato in me la voglia di lottare per tutti coloro che, riuscendo magari a muovere solo gli occhi, vorrebbero avere un computer come quello che aveva Welby per poter parlare. Parlare non di morte, ma di vita. Far sentire le ragionevoli ragioni di chi, nel rispetto di ogni situazione personale, ritiene tuttavia profondamente ingiusta ogni azione che miri attivamente a far morire il paziente. Non si può chiedere a nessuno di uccidere, di ucciderci. Una civiltà non si può costruire su un simile falso presupposto. Perché l'amore vero non uccide e non chiede di morire».

Dalla Prefazione di Mario Melazzini, primario oncologo, presidente dell'Aisla (Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica) 

venerdì 29 marzo 2019

Ma che cosa ho di diverso?


Diritto di morire o libertà di vivere? Eutanasia o accanimento terapeutico? Autodeterminazione o alleanza? Il confronto serio e costruttivo con tutti i protagonisti del dibattito in corso passa da una condizione preliminare: intendersi sulle parole. Mario Melazzini, noto al grande pubblico per i suoi interventi su questi temi, contro una certa "bioetica laicista", più volte intervistato in TV in soprattutto in occasione del "caso Welby", è malato di SLA ma non vuole morire: "Io non ho mai sentito dire a dei malati che hanno provato sulla loro pelle determinate situazioni: non voglio che mi sia fatto questo trattamento, voglio morire a tutti i costi". Secondo Melazzini, che in questo libro riflette sui pregiudizi del dualismo "sano/malato", siamo di fronte ad una società folle, che ha perso di vista la posta in gioco, il senso del vivere e del morire. Al fondo del dibattito sta il vero problema, la disabilità come nuova frontiera della giustizia: "Perché noi disabili non possiamo essere liberi di vivere? Perché le nostre città sono disseminate di barriere architettoniche? Questo dimostra che siamo di fatto siamo degli emarginati. La fragilità e la malattia diventano veicoli di isolamento sociale".


"Perchè questo libro? Per portare a riflettere su temi così detti eticamente sensibili, stimolare la cultura verso la fragilità, la vulnerabilità, la disabilità. Non si può infatti chiedere a nessuno di uccidere, di ucciderci. Una civiltà non si può costruire su un simile falso presupposto. Perchè l'amore vero non uccide e non chiede di morire. La vita è un dono e che dono: meravigliosa malattia inguaribile!" MARIO MELAZZINI

giovedì 31 gennaio 2019

41a Giornata per la Vita

 Domenica 3 febbraio 2019 si celebrerà la 41 Giornata per la Vita messaggio; i Vescovi hanno preso spunto per condividere il loro pensiero dall’annuncio del profeta Isaia al popolo: «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa». Un annuncio che “ha radici di certezza nel presente” e “testimonia speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo”.

martedì 29 gennaio 2019

Preghiera del Medico

Signore,
dal sommo dei miei pensieri e dal profondo dei
miei sentimenti, a Te innalzo la mia preghiera:

affinchè sia sempre orgoglioso della mia professione
e umile nell'esercitarla, nella più rigida osservanza dell'etica professionale;

affinchè sia sempre disposto e disponibile
a prestare la mia opera a chiunque ne abbisogni;
affinchè non disgiunga mai la scienza dalla coscienza,
nè venga mai attratto da assurdi, esasperati e innaturali tecnicismi;

affinchè sia sempre sacra la vita, dal grembo materno
all'estremo respiro;
affinchè le personali ansie e tribulazioni non
siano pretesto di sterile vittimismo, ma lievito
di comprensione e compartecipazione all'altrui sofferenza;

affinchè l'esperienza di molti anni sia a disposizione
dei nuovi medici, e non opprimente coercizione
delle loro aspirazioni;

affinchè sappia contenere nel palmo della mano
il mondo intero, sappia riconoscere l'universo
in un granello di sabbia, sappia percepire
l'eternità nell'attimo fugente.

A te o Signore, dedico la mia attività
affinchè possa essere coadiutore e continuatore
della Tua opera creatrice.
                                         (G. Materzani)

giovedì 13 dicembre 2018

Di fronte ad una diagnosi grave

Signore, sono passato attraverso tante ansie e paure,
sempre sperando, pregando.
Ora che ho ricevuto i risultati clinici e ho conosciuto
la diagnosi sembra che il mondo mi sia crollato addosso.

Perchè mi è accaduto questo?
Che cosa ho sbagliato?
Cosa ho fatto di male da meritarmi un simile castigo?

Signore, fammi sentire la tua voce.
Forse mi inviti a sorvolare su questi interrogativi e
a scoprire che ogni vicenda può
concorrere nel bene e nel male.

E' vero, Signore, 
è sapienza saper affrontare la realtà.
Invece di cercare il perchè delle cose
tu mi inviti ad accettare, e vivere nella situazione
che non posso cambiare, incanalando le mie energie
negli impegni di ogni giorno.

Tu mi hai dato capacità morale e speranze per il cammino:
insieme affronteremo la nuova realtà.
Sono certo, o Signore:
tu mi sarai vicino. 
                                ( A. Pangrazzi)

giovedì 8 novembre 2018

Preghiera della Malattia

O Signore, la malattia ha bussato alla porta della mia vita,
mi ha sradicato dal mio lavoro e mi ha
trapiantato in un "altro mondo", il mondo dei malati.

Un'esperienza dura, Signore una realtà difficile da accettare.
Mi ha fatto toccare con mano la fragilità della mia vita,
mi ha liberato da tante illusioni.
Ora guardo tutto con occhi diversi:
quello che ho e che sono non mi appartiene, è un tuo dono.

Ho scoperto cosa vuol dire "dipendere", aver bisogno
di tutto e di tutti, non poter far nulla da solo.
Ho provato la solitudine, l'angoscia, la disperazione,
ma anche l'affetto, l'amore, l'amicizia di tante persone.

Signore, anche se mi è difficile, ti dico:
sia fatta la tua volontà. Ti offro le mie sofferenze
e le unisco a quelle di Cristo.

Ti prego, benedici tutte le persone che mi assistono
e tutti quelli che soffrono con me. 
E, se vuoi, dona la guarigione a me e agli altri.
                                                                                            (da Grido a te Signore di p. A. Pangrazzi)


martedì 30 ottobre 2018

Come affrontare il Dolore

L'esperienza del dolore porta con sé angoscia e sconforto, interrogativi e paure. Spesso ne deriva un senso di disorientamento che induce a ripiegarsi su se stessi e a delegare ad altri la conduzione della propria vita.
Questo libro apre una propsettiva nuova: guardare al dolore come momento di riscoperta della propria ricchezza interiore, come approfondimento di relazioni, creazione di un mondo diverso di vivere e di amare. 
Ciascuno è chiamato a non subire passivamente il dolore ma a riappropriarsene, diventando innanzi tutto "soggetto" delle proprie sensazioni, oltre che "oggetto" di cure.
A volte un'adeguata terapia psicologica, tesa ad asoltare e capire realmente chi soffre, si rivela più efficace dei rimedi farmacologici.

lunedì 22 ottobre 2018

A Maria donna dell'Ultima Ora

Santa Maria, donna dell'ultima ora,
quando giungerà per noi la grande sera,
e il sole si spegnerà nei bagliori del crespucolo, 
mettiti accanto a noi perchè possiamo affrontare la notte.
Se tu ci darai una mano,
non avremo più paura di lei.
Anzi, l'ultimo istante della nostra vita,
lo sperimenteremo come l'ingresso
nella cattedrale sfolgorante di luce,
al termine di un lungo pellegrinaggio
con la fiaccola accesa.
                                 (don Tonino Bello)

sabato 20 ottobre 2018

Sei Tu, Cristo

Sei tu, Cristo, la nostra certezza,
tu che hai vinto la morte per sempre
e per l'uomo hai squarciato i confini
dell'ignoto che è oltre ogni scienza.

Ogni cosa che inizia ha il suo termine:
come l'erba dei campi appassisce
anche il nostro cammino nel tempo
corre verso l'incerto tramonto.

Ma nel tempo tu speghi l'enigma
e riveli il disegno del Padre,
perchè sei il Risorto dai morti
la primizia di quanti risorgono.

In te, Cristo, è la nostra speranza
perchè in te trova senso ogni vita,
ogni morte conosce la luce
che tu doni anche dentro il sepolcro.

A te, grano marcito sottoterra,
allo Spirito sempre vivente
e al Padre, la fonte di vita;
pur di qua della sponda cantiamo.
                                               (David Maria Turoldo)
 

lunedì 24 settembre 2018

Preghiera del Malato

Ricevi, o Signore, le mie paure
e trasformale in fiducia,
ricevi la mia sofferenza e trasformala in crescita.
Ricevi le mie crisi e trasformale in maturità,
ricevi le mie lacrime e trasformale in intimità.
Ricevi la mia rabbia e trasformala in preghiera,
ricevi il mio scoraggiamento etrasformalo in fede.
Ricevi la mia solitudine e trasformala in contemplazione,
ricevi le mie amarezze e trasformale in calma interiore.
Ricevi le mie attese e trasformale in speranza,
ricevi le mie perdite e trasformale in risurrezione. Amen


lunedì 17 settembre 2018

Preghiera dell'Operatore Pastorale

Rallenta il mio passo affrettato, Signore,
e rendimi uno strumento efficace della tua misericordia.
Benedici la mia mente perchè sia attenta ai bisogni del fratello che soffre.
Benedici i miei occhi perchè sappiano riconoscere il tuo volto in ogni malato.
Benedici i miei orecchi perchè raccolgano ogni richiesta e ogni lamento,
anche di chi non sa esprimersi a parole.
Benedici le mie mani perchè trasmettano sicurezza e perizia, presenza e calore.
Benedici le mie labbra perchè sappiano informare e guidare,
sostenere e consolare.
Benedici i miei piedi perchè io lasci una buona orma del mio passaggio,
e la sensazione viva che tu ti servivi di me. Amen


martedì 28 agosto 2018

L'Etica al servizio della persona malata

Questo libro si propone di dare all'etica un volto umano, quello dell'uomo malato in quanto persona e immagine di Dio. Sono pagine maturate attraverso una esperienza di vita accanto al letto del malato, quella che si chiama bedside ethics; rflessioni legate ai tanti interrogativi etici posti dai malati, dai medici e dagli infermieri, particolarmente durante un ventennio di servizio all'Ospedale San Raffaele di Milano, che per l'autore è stato e rimarrà sempre un grande amore. Il libro dà all'etica quotidiana un volto umano in forma narrativa, comprensibile e accattivante. D'altra parte, nell'esporre i principi etici e i fatti fa emergere e stimola non solo una coscienza critica, volta a denunciare tante situazioni negative che vanno rimosse nel trattare le persone malate, ma anche una visione nuova della vita aperta alla speranza. Con i riferimenti biblici, teologici e del magistero si proietta ulteriore luce sul trattamento e la cura olistica della persona malata perchè la "relazione d'aiuto", secondo quanto sostiene Carl Rogers, il noto psicologo umanistico-esistenziale americano, che è stato uno dei primi a elaborare il concetto di "terapia centrata sulla persona", sia secondo la logica evangelica dell'accogliere con compassione del "dare", del prendersi cura, come ci ricorda la parabola del Buon Samaritano.