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martedì 1 dicembre 2020

Pregare in Avvento

 Martedi 1 Dicembre

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: “Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo”.(Lc 10,21-22)

 

Un primo essenziale luogo di apprendimento della speranza è la preghiera.

Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora. Se non posso più parlare con nessuno, più nessuno invocare, a Dio posso sempre parlare. Se non c’è più nessuno che possa aiutarmi – dove si tratta di una necessità o di un’attesa che supera l’umana capacità di sperare – Egli può aiutarmi.                                                                                                                                                                         Benedetto XVI
 

 


lunedì 30 novembre 2020

Pregare in Avvento

Lunedi 30 Novembre

Entrato [Gesù] in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: “Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente”. Gli disse: “Verrò e lo guarirò”. Ma il centurione rispose: “Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: ‘Va’!’, ed egli va; e a un altro: ‘Vieni!’,ed egli viene; e al mio servo: ‘Fa’ questo!’, ed egli lo fa”. Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: “In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande!”.   (Mt 8,5-10)

 
O Dio sono ricolmo di aspirazioni, ricolmo di desideri, ricolmo di attese.
Alcune potranno realizzarsi, molte no,
ma in mezzo ad ogni mia soddisfazione o delusione,
io spero in te.
So che non mi lascerai mai solo
e adempirai le tue divine promesse.
Anche quando sembra che le cose non vadano a modo mio,
io so che vanno a modo tuo
e che alla fine il tuo modo è il modo migliore per me.
O Signore, fortifica la mia speranza
specie quando i miei tanti desideri non si adempiono.
Fa’ che io non dimentichi mai che il tuo nome è amore. 

                                                                             Henri J. M. Nouwen 




domenica 29 novembre 2020

Pregare in Avvento

 Domenica 29 Novembre

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!”. (Mc. 13, 33-37)

L’Avvento è per eccellenza la stagione spirituale della speranza, e in esso la Chiesa intera è chiamata a diventare speranza, per se stessa e per il mondo. Tutto l’organismo spirituale del Corpo mistico assume, per così dire, il “colore” della speranza. Tutto il popolo di Dio si rimette in cammino attratto da questo mistero: che il nostro Dio è “il Dio che viene” e ci chiama ad andargli incontro... Avvento significa far memoria della prima venuta del Signore nella carne, pensando già al suo definitivo ritorno e, al tempo stesso, significa riconoscere che Cristo presente tra noi si fa nostro compagno di viaggio nella vita della Chiesa che ne celebra il mistero. Questa consapevolezza, cari fratelli e sorelle, alimentata nell’ascolto della Parola di Dio, dovrebbe aiutarci a vedere il mondo con occhi diversi, ad interpretare i singoli eventi della vita e della storia come parole che Iddio ci rivolge, come segni del suo amore che ci assicurano la sua vicinanza in ogni situazione; questa consapevolezza, in particolare, dovrebbe prepararci ad accoglierlo quando “di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà mai fine”. In questa prospettiva l’Avvento diviene per tutti i cristiani un tempo di attesa e di speranza, un tempo privilegiato di ascolto e di riflessione, purché ci si lasci guidare dalla liturgia che invita ad andare incontro al Signore che viene.

Benedetto XVI


 

giovedì 1 ottobre 2020

Ottobre il mese del Rosario

 

Ottobre non solo è il mese dedicato alle Missioni, ma è anche il mese del Rosario, una preghiera da riscoprire e che ha accompagnato generazioni e generazioni di cristiani. Pregare ci aiuta a vivere più intensamente la nostra vita, a sintonizzarci con il respiro di Dio. Il Rosario – ha detto papa Francesco – “è una sintesi della Divina misericordia” (Udienza generale del 26 ottobre 2016); quest’anno inoltre in occasione del mese di maggio sempre papa Francesco ha scritto una lettera indirizzata a tutti i fedeli, invitandoli proprio a recitare il Rosario, soprattutto in famiglia, dove siamo stati “costretti” a isolarci per molte settimane, in questo particolare e difficile momento della storia del mono.  Il 29 settembre del 2018 il Santo Padre ha invitato i fedeli di tutto il mondo a pregare il Rosario ogni giorno durante il mese di ottobre per chiedere a Maria santissima e a san Miche le Arcangelo di proteggere la chiesa da ogni forma di male, dal Diavolo il cui scopo è di dividere la comunità cristiana.

Padre Pio ad un frate che un giorno gli chiese: “Padre, ma perché dobbiamo recitare sempre il Rosario e non le altre preghiere?”, rispose: “Perché la Madonna non mi ha mai rifiutato una grazia chiesta attraverso la recita del Rosario”.

Non lasciamoci sfuggire questa occasione di riscoprire l’importanza della recita del Santo Rosario nella nostra vita, momento per camminare insieme a Maria nel mondo per essere segno vivo della presenza di Cristo.

 



Ottobre Missionario


 L’ottobre missionario di quest’anno si pone sulla scia del Mese Missionario Straordinario che abbiamo celebrato nel 2019. Il tema “Battezzati  Inviati”, che mirava a far riscoprire l’universalità della vocazione missionaria, avrà il suo sviluppo nel tema di quest’anno: ogni battezzato è chiamato a far conoscere la bontà, la misericordia e l’amore di Dio per tutti gli uomini, prima di tutto attraverso un atteggiamento di accoglienza e uno stile di vita basato sulla “fraternità”. Nel celebrare questo mese missionario non possiamo non tener conto anche, in modo significativo, del contesto storico che stiamo vivendo, con le fatiche e le sofferenze provocate dalla pandemia e con le conseguenze relazionali e sociali del lungo periodo di isolamento a cui siamo stati sottomessi.

Abbiamo vissuto un tempo di isolamento; abbiamo sperimentato la “nostalgia” delle nostre relazioni di familiarità e di amicizia. Vogliamo imparare a vivere nuove relazioni, non solo con le persone a noi care, ma con tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, in particolare con coloro che maggiormente pagano le conseguenze negative della tempesta che ci ha investito in questo tempo. «… siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri» (Messaggio del Santo Padre Francesco per la giornata missionaria mondiale 2020).

In questo percorso di riscoperta della “fraternità” non ci mancherà certamente l’ispirazione che ci viene dall’esperienza e dalla testimonianza di tanti missionari che vivono la fraternità cristiana in mezzo a popoli e culture estremamente lontane e differenti, ma capaci di incontro e di comunione.

Nella conclusione del suo messaggio, Papa Francesco ci ricorda anche che la Giornata Missionaria Mondiale è una giornata di comunione nella preghiera e di solidarietà con le giovani Chiese, che non hanno ancora raggiunto una propria autonomia, e con le Chiese dei Paesi più poveri del mondo. In questa situazione di crisi economica mondiale non possiamo ripiegarci su noi stessi e non dobbiamo dimenticare coloro che possono camminare soltanto la nostra partecipazione e con il nostro aiuto.

Buon ottobre missionario a ciascuno di voi…. ché possiamo essere nelle realtà che viviamo Tessitori di fraternità.

Don Giuseppe Pizzoli